I RAPACI DIURNI nella ZONA UMIDA IWC – Cave di S. Polo (Brescia)

I RAPACI DIURNI NELLA ZONA UMIDA IWC – CAVE DI S. POLO (BRESCIA)

Testi e fotografie di Carlo Chiari

INTRODUZIONE
Questa ricerca presenta per la prima volta le osservazioni riguardanti le specie di rapaci diurni  avvistate negli ultimi 30 anni ( dal 1988 al 2017 ) nella Zona Umida IWC – Cave di S. Polo – Brescia. Non si conoscono altri studi ornitologici pregressi sulla presenza di tali specie contattate nell’area delle Cave di S. Polo, se non l’inedita Check-list degli uccelli delle Cave di S. Polo ( Chiari C., 2017 ), ed i Resoconti degli uccelli svernanti ( Chiari C., 2001-2017 ). Tutti i dati esposti  sono ottenuti oltre che da osservazioni personali, dalle numerose  segnalazioni di ornitologi del Gruppo Ricerche Avifauna ( GRA – Brescia ), ed altri osservatori occasionali che vengono citati nelle pagine successive. Tutte le segnalazioni, aggiornate in tempo reale, risultano pubblicate sulla piattaforma multimediale www.Ornitho.it e su www.csmon-life.eu Progetto G.E.R.T. ( Generare Reti Territoriali ), Biodiversità Brescia e sono stati pure  ricavati dai Resoconti Ornitologici Bresciani pubblicati su Natura Bresciana, Annuario del Civico Museo di Scienze Naturali di Brescia, La classificazione e la nomenclatura scientifica della presente Check-list sono in accordo con la Lista CISO-COI degli uccelli italiani ( Fracasso G. et. al., 2009 ) e la Check-list degli uccelli italiani aggiornata al 2014 ( Brichetti P. & Fracasso G., 2015 ). In totale le specie ritenute valide sono 21 appartenenti a 2 ordini e 3 famiglie. 

AREA DI STUDIO

Mappa delle Cave di S. Polo
Cava Nuova Beton Nord
Cava Gaburri – Odolini

La zona indagata, inserita nell’ultima variante generale al Pgt di Brescia del luglio 2015 come Parco delle Cave,  copre un territorio di circa quattro milioni e mezzo di metri quadrati. L’area corrisponde alla porzione dell’alta pianura bresciana situata nella zona della periferia posta a sud est del Comune di Brescia. Il futuro Parco comprende gli ambiti di escavazione, le aree agricole e industriali intorno ad esse, compresi gli abitati di San Polo, Sanpolino e Buffalora, L’inclusione di  questi diversi ambiti  realizza una variegata continuità tra di essi nell’intento di ricreare e conservare un corridoio ecologico di collegamento con il Parco delle Colline ed il Parco del fiume Mella. Le Cave di S. Polo presentano un paesaggio dove predomina l’acqua, questo a seguito delle escavazione attuate ben oltre i limiti consentiti. Il residuo suolo ora presente è spesso costituito da fragili corridoi franosi e ripidi. L’acqua affiorante della 1^ falda risale alla quota di 113.0 m s.l.m., cioè a -14 m dal piano della campagna ( 127 m s.l.m. ) questo per le cave a nord dell’autostrada  A4 e della Tangenziale Sud. Per quelle situate a sud, la falda si attesta  alla quota di 112.0 m s.l.m., quindi a -12 m dal piano campagna ( 124. M s.l.m. ). L’escursione della falda è mediamente di 2-3 metri e condizionata dall’apporto di acqua piovana. La temperatura dell’acqua in affioramento è di circa 12-14 gradi. I principali corsi d’acqua che attraversano l’area sono a carattere torrentizio. Il torrente Garza, che nasce sui monti tra Lumezzane e Agnosine e scorrendo lungo la Valle del Garza ( Caino e Nave ) attraversa tutta la città da nord  est, con ampi tratti sotterranei e residui tratti scoperti con interessante presenza di specie vegetali ed ornitiche. Il Naviglio Grande Bresciano, canale di derivazione dal fiume Chiese, che all’altezza di S. Eufemia si suddivide in vari canali e seriole. Il più copioso risulta il Naviglio Cerca, che incanala il 50% della portata.  Attraversa da est la residua campagna di Sanpolino, l’abitato di S. Polo Vecchio e dopo aver scavalcato il torrente Garza con un semplice soluzione idraulica ( vasi comunicanti ) diventa Canale Naviglio e riducendo la sua portata raggiunge il comune di Borgosatollo spagliandosi nei terreni agricoli in località Piffione. Qui alimentato anche dalle risorgive riprende il suo percorso e rinasce come Vaso Naviglio di S. Zeno. Incontra la confluenza di varie rogge ( Volta e Blocco ), attraversa il comune di  S. Zeno Naviglio affiancato per un tratto dalla roggia Monterona e prosegue in direzione di Poncarale e la bassa bresciana orientale. La seriola Vescovada, che un tempo alimentava anche un vecchio mulino, attraversa l’abitato di Buffalora, dirigendosi poi verso Bettole e  Castenedolo. Lungo questi tratti percorsi dall’acqua si conservano ampie aree con terreni agricoli e residui boschetti planiziali, altrove scoparsi, che consentono alla fauna migratoria di trovare ambienti adatti alla sosta, alimentazione e nidificazione. Il suolo permeabile è ricco prevalentemente di depositi superficiali di sabbia e ghiaia, ed in passato, fino all’inizio degli anni sessanta, era costituito da aree agricole principalmente coltivate a prato, con erba medica o loglio oltre che mais, oltre ad orti e frutteti. I filari di alberi conservano ancora rari e maestosi esemplari di Ontano nero, Olmo, Platano, Farnia e Gelso, ma in questi ultimi venti anni gli habitat si sono notevolmente alterati così che  si sono  propagate specie provenienti da altri continenti come Ailanto,  Robinia e Acero americano. Anche  molte erbe infestanti e arbusti hanno trovato lo spazio in cui insediarsi. Tra le ultime osservate le invasive Amorpha fruticosa, Phytolacca americana ed Euforbia.  L’inizio dell’attività estrattiva risale alla fine del XIX secolo e le prime 5 piccole cave occupavano un’area inferiore a tre ettari di superficie ed erano situate lungo l’attuale Via S. Polo. A metà degli anni ottanta se ne contavano almeno 26  ed erano sparse a macchia sul territorio indagato dalla presente ricerca. All’inizio degli anni novanta con l’espansione e la congiunzione di alcune di esse si  formarono veri e propri laghi. Nel frattempo altre erano scomparse perché interrate o trasformate e riutilizzate come aree artigianali e  abitative. Tra queste attività fioriscono depositi di materiali edili, bitumifici, discariche, spesso incontrollate ed abusive, in cui vengono smaltiti rifiuti di varia natura anche incerta compresi materiali nocivi e tossici ( Cava Piccinelli ), depositi di auto,  metalli inquinanti, amianto e scarti dell’industria. In questo periodo vengono realizzati il nuovo Svincolo autostradale di Brescia centro e la Tangenziale sud, che dividendo di fatto a metà l’area, modificano radicalmente lo status della presenza di molte specie. A pagarne il prezzo più alto sono stati i piccoli mammiferi ed i rapaci notturni, decimati dal traffico intenso. Gli attuali 16 bacini compresi  nella Zona Umida IWC Cave di S. Polo ( Brescia )  (BS0901) coordinate 45.29N10.15E secondo codifica ISPRA ( Istituto Superiore per la Protezione e Tutela Ambientale ) sono monitorati dal mese di gennaio 2001 con ricerche ornitologiche costanti e periodiche. Le più importanti attualmente in corso sono:

Censimento degli uccelli acquatici svernanti (International Waterbird Census) coordinatore Carlo Chiari. Organizzata a livello provinciale dal Gruppo Ricerche Avifauna, in collaborazione con la Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia ed il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente (ex biologia animale ) dell’Università di Pavia. L’indagine, rivolta allo studio e al conteggio delle popolazioni di uccelli acquatici svernanti, si svolge in contemporanea nelle zone umide IWC di 143 paesi del mondo nelle due settimane centrali del mese di gennaio.

Censimento degli uccelli svernanti alle Cave di S. Polo, coordinatore Carlo Chiari. Monitoraggio invernale che raccoglie i conteggi di tutte le specie osservate nei mesi di dicembre e gennaio con numerose uscite sul campo.  Realizzato dai volontari della Sezione LIPU di Brescia, la relazione finale è consultabile sul sito dell’associazione.

Censimento della garzaia nello Svincolo autostradale di Brescia centro.  Attività di ricerca che si svolge dal 1991, anno del primo insediamento di colonie di ardeidi in provincia di Brescia. Coordinatore provinciale, Arturo Ezio Gargioni ( Gruppo Ricerche Avifauna ). Progetto nato per analizzare e censire, con monitoraggi costanti ai fini di conservazione, le garzaie lombarde e quelle del Piemonte ed Emilia, regioni confinanti. I risultati così raccolti vengono gestiti e relazionati dal Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente (ex Biologia Animale ) dell’Università di Pavia. Progetto con il patrocinio della Regione Lombardia settore Direzione Generale Qualità dell’ambiente.

Progetto G.E.R.T ( Generare Reti Territoriali ) ricerca scientifica di indagine territoriale aperta a tutta la cittadinanza, per un censimento naturalistico della città di Brescia. L’organizzazione generale è coordinata dal Servizio sostenibilità del Settore sostenibilità e scienze del Comune di Brescia mentre il sostegno logistico è garantito con la disponibilità di strumenti informatici messi a disposizione da Regione Lombardia per l’Osservatorio regionale della Biodiversità, che consentono una precisa localizzazione dei dati inseriti e che ben si adattano alle finalità del progetto GERT. Al fine di garantire il massimo rigore scientifico alle attività e di pianificare le iniziative è stato istituito un Comitato scientifico il cui coordinamento è condotto dal conservatore della sezione di botanica del Civico Museo di Scienze Naturali, dott. Stefano Armiraglio, con lo scopo di approfondire le conoscenze naturalistiche del territorio della città di Brescia, del confinante Parco delle Colline di Brescia, del Parco del fiume Mella, ma in particolare rivolta al territorio del nascente Parco delle Cave. La ricerca prevede uno studio geologico associato al censimento naturalistico, concentrato primariamente alle emergenze naturalistiche, ( flora, fauna, micoflora), in particolare alle specie animali e vegetali inserite nelle normative europee, nazionali e locali con  l’intento di valutare se ci sono le condizioni per forme di tutela previste dalle vigenti leggi  con l’estensione del parco locale di interesse sovra comunale o proporre la costituzione di aree naturalistiche sensu  DH 92/43/CEE e DU 79/49/CEE. Collaborano alla ricerca le associazioni naturalistiche e scientifiche cittadine, tra cui la LIPU sez. di Brescia ed il  Gruppo Ricerche Avifauna ( GRA ).  

MATERIALI E METODI
I termini fenologici, in accordo con quelli utilizzati nella check-list nazionale ( Brichetti & Fracasso, 2015 ) e con la check- list provinciale ( Brichetti & Gargioni, 2016 ), risultano leggermente diversi rispetto alla precedente.
E’ stato introdotto il temine Naturalizzata, mentre il termine regolare viene omesso per tutte le categorie, tranne quando si riferisce a situazioni incerte. Inoltre non viene più utilizzata la categoria Accidentale da confermare.

  • B = Nidificante (Breeding):
    la specie nidificante sedentaria viene indicata con SB, mentre quella migratrice    (o
    estiva) con M,B, nelle specie con popolazione parzialmente sedentarie e migratrici il simbolo B viene posto all’inizio. In sintesi con B,M,W vengono indicate specie nidificanti e svernanti, con popolazioni parzialmente sedentarie e altre migratrici; con M,B, W specie migratrici e nidificanti, con popolazioni svernanti; con M,W,B specie migratrici e svernanti, con locali popolazioni nidificanti. 
  • S = Sedentaria e Stazionaria (Sedentary, Resident):
    viene sempre abbinato a B. Specie presente per tutto o gran parte dell’anno in un determinato territorio, dove normalmente porta a termine il ciclo riproduttivo; la sedentarietà non esclude movimenti di una certa portata (per es. erratismi stagionali e verticali).
     
  • N = Naturalizzata (Naturalized):
    viene Abbinato a B. Specie introdotta in tempi recenti e presente allo stato selvatico con popolazioni nidificanti stabili in gradi di aut sostenersi e di diffondersi spontaneamente. Il simbolo non viene utilizzato per le specie para-autoctone, introdotte e naturalizzate ante 1500 ( es: Phasianus colchicus ).
     
  • (N) = Naturalizzata da confermare (Uncertain Naturalized):
    viene abbinato a B. Specie introdotta in tempi recenti e localmente acclimatata come nidificante ma non ancora da considerare naturalizzata in quanto presente con popolazioni ancora limitate e/o localizzate.
     
  • M = Migratrice (Migratory, Migrant):
    specie che transita sul territorio in seguito agli spostamenti annuali dalle aree di nidificazione verso i quartieri di svernamento e/o viceversa; in questa categoria sono incluse anche specie invasive, dispersive ( per es. dispersioni giovanili ) o compiono spostamenti a corto raggio. La specie di comparsa irregolare e/o rara o localizzata, che non rientrano nella categoria degli accidentali, vengono indicate con M irr.
     
  • W = Svernante (Wintering, Winter Visitor):
    specie presente in inverno per tutto o per parte del periodo considerato (dicembre-gennaio o metà febbraio), senza escludere spostamenti locali o di rilevante portata in relazione a condizioni climatico-ambientali contingenti.
    Le specie svernanti in modo saltuario o semplicemente presenti in periodo invernale durante soste temporanee (in genere di breve durata, localizzate e limitate a singoli o pochi individui), vengono indicate con W irr.
  •  A = Accidentale (Vagrant, Accidental):
    specie che capita in una determinata zona in modo del tutto casuale, in genere con individui singoli o in numero molto limitato. Viene indicato il numero di segnalazioni (e non di individui) ritenute valide, in accordo con Commissione Ornitologica Italiana (COI). Nei casi in cui risulta difficile stabilire se si tratta di specie accidentale o migratrice irregolare viene considerata la categoria più restrittiva. L’attributo Accidentale esclude l’abbinamento ad eventuali altre categorie fenologiche. Rispetto alla versione precedente la categoria Accidentale da confermare (A) non viene più utilizzata. Nella lista vengono indicati località e data per le segnalazioni uniche, l’anno per quelle fino alla quinta e il solo numero complessivo per le restanti. 
  •  reg = regolare (regular):
    viene utilizzato solo nel caso di fenologia incerta (per es. M reg?) e indica una costante ricorrenza annuale nel tempo.
     
  •  irr = irregolare (irregular):
    viene abbinato a tutti i simboli e indica una saltuaria ricorrenza annuale nel tempo.
     
  • ? = può seguire ogni simbolo e indica genericamente un possibile cambio di categoria fenologica basato su dati incerti o presunti.
    Per es. M reg? indica un’apparente regolarizzazione delle comparse di una specie in precedenza ritenuta migratrice irregolare., M irr? Un incremento delle comparse di una specie in precedenza accidentale, B reg? nidificazione in apparente corso di stabilizzazione.

LEGENDA DEI TERMINI FENOLOGICI
S = Sedentaria
B = Nidificante
(B+) = Nidificante storica
B? = Nidificazione possibile / probabile
N = Naturalizzata
(N) = Naturalizzata da confermare
M = Migratrice
W = Svernante
A = Accidentale
Reg. = Regolare
irr. = Irregolare
? = Significa incertezza-dubbio
s.d. = Senza dati
+ = Riferito ai tempi storici

Elenco in ordine sistematico

ACCIPITRIFORMES
Pandionidae
1 03010 Falco pescatore Pandion haliaetus (Linnaeus, 1758) A-2 (1995-2016)
Accipitridae
2 02310 Falco pecchiaiolo Pernis apivorus (Linnaeus, 1758) M
3 02510 Grifone Gyps fulvus (Hablizl,1783) A-1 ( 18.VIII.2012 )
4 02560 Biancone Circaetus gallicus (J.F.Gmelin, 1788) M
5 02980 Aquila minore Hieraaetus pennatus (J.F.Gmelin,1788) A-2 (2016-2017)
6 02960 Aquila reale Aquila crysaetos (Linnaeus, 1758) A-1 (08.V.2013)
7 02690 Sparviere Accipiter nisus (Linnaeus, 1758) SB,M,W
8 02600 Falco di palude Circus aeruginosus (Linnaeus, 1758) M
9 02610 Albanella reale Circus cyaneus (Linnaeus, 1766) M, W
10 02630 Albanella minore Circus pygargus (Linnaeus,1758) A-2 (2010-2016)
11 02390 Nibbio reale Milvus milvus (Linnaeus, 1758) M
12 02380 Nibbio bruno Milvus migrans (Boddaert, 1783) M, B irr.
13 02900 Poiana calzata Buteo lagopus  Pontoppidan, 1763) A-2 (2006 -2009)
14 02880 Poiana codabianca Buteo rufinus (Cretzschmar,1829) A-3 (2006,2014,2016)
15 02870 Poiana Buteo buteo (Linnaeus, 1758) M, W
FALCONIFORMES
Falconidae
16 03040 Gheppio Falco tinnunculus (Linnaeus, 1758) SB,M,W
17 03070 Falco cuculo Falco vespertinus (Linnaeus, 1766) M
18 03110 Falco della Regina Falco eleonorae (Gené, 1839) A-1 (17.09.2014)
19 03090 Smeriglio Falco columbarius (Linnaeus, 1758) M, Wirr.
20 03100 Lodolaio Falco subbuteo (Linnaeus, 1758) M, B irr.
21 03200 Falco pellegrino Falco peregrinus (Tunstall, 1771) M, W, B?

Di seguito l’elenco dei rilevatori e collaboratori che ringrazio.
L’ elenco comprende i nomi di tutti gli ornitologi, birdwatcher e naturalisti in genere che nel periodo indagato hanno partecipato attivamente alle ricerche , ai censimenti o che più semplicemente hanno comunicato la propria osservazione, sia in modo diretto al sottoscritto o caricandola sulle piattaforme multimediali citate in premessa. Per i rilevatori di Brescia viene indicato il comune di residenza. Per tutti gli altri la provincia o la nazione di provenienza. Roberto Barezzani (Brescia), Marco Bianchetti (Castenedolo), Mattia Brambilla (CO), Enrico Bresciani (Brescia), Pierandrea Brichetti (Verolavecchia), Stefania Capelli (Bovezzo), Marina Carletti (Roncadelle), Gino Crescini ( Brescia), Luigi Cavallini (PC), Luca Chiappi ( MI ), Carlo Chiari (Brescia), Giovanni Cividini ( Brescia),Emanuele Forlani (Caino), Diego Franchini (Brescia), Arturo Gargioni (Gottolengo), Franca Lenzi ( MI ), Rocco Leo (Collebeato), Luca Mazzini (Ghedi), Silvia Mora (Gavardo), Silvia Nicoli (Brescia), Maura Nosenzo (Brescia), Cesare Pasetti (Brescia), Dario Quaranta (Manerbio), Gabriele Romanenghi (Brescia), Marco Serra (CA), Maurizio Shighele (VR), Giacomo Shighele (VR), Paolo Trotti (Pisogne), Fausto Venturelli (Brescia).

Albanella minore – 14.05.2016

Laghetto nello Svincolo A4 Brescia centro
Laghetto nello Svincolo A4 Brescia centro
Ex Cava Pasotti – Gaburri (Oasi di Buffalora)
Cava Faustini Nord

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